La Preside stasera in tv con Luisa Ranieri: gli episodi 3 e 4 sono un pugno allo stomaco, ecco perché non puoi perderli

In sintesi

  • 🎬 La Preside
  • 📺 Rai 1, ore 21:30
  • 📚 Miniserie ispirata alla vera storia della preside Eugenia Carfora, ambientata nella periferia napoletana, che racconta la lotta quotidiana di una dirigente scolastica contro degrado, criminalità e indifferenza, con un forte impatto emotivo e civile.

La Preside, Luisa Ranieri, Luca Miniero e la potenza narrativa delle storie ambientate nella periferia napoletana tornano protagoniste stasera in TV con gli episodi 3 e 4 della miniserie di Rai 1, in onda alle 21:30. Una produzione ambiziosa, ispirata alla vera storia della preside-simbolo Eugenia Carfora, che unisce impegno civile, tensione drammatica e un’energia televisiva che raramente la fiction italiana riesce a sprigionare con questa intensità.

La Preside e Luisa Ranieri: perché è la scelta più forte della serata

La realtà di Caivano e il volto determinato di Luisa Ranieri sono già diventati iconici nel panorama TV del 2026. Questa serie non si limita a raccontare una storia di periferia: la trasforma in un campo di battaglia emotivo dove ogni studente recuperato è una piccola rivoluzione. E proprio negli episodi di stasera il cuore pulsante della trama esplode in tutta la sua forza, portando la tensione narrativa a un nuovo livello.

Diretta da Luca Miniero, già autore di titoli amatissimi come Le indagini di Lolita Lobosco e Vincenzo Malinconico, la miniserie offre una regia dinamica, fatta di macchina a mano, primi piani soffocanti e un realismo mai gratuito. Non c’è estetizzazione del degrado, non c’è compiacimento: tutto risponde alla necessità di dare dignità visiva ai conflitti che attraversano l’Istituto Morano (nella fiction) e le periferie italiane in generale.

La Preside episodi 3 e 4: trama, evoluzioni e tensioni narrative

Gli episodi in onda stasera – “Non c’è più tempo” e “Apri i tuoi occhi” – segnano una svolta nella battaglia quotidiana di Eugenia Liguori. Qui la fiction entra davvero nel vivo, mostrando come l’impegno educativo non sia solo professione ma anche sacrificio personale. È il momento in cui l’eroina smette di essere solo “forte” e mostra le sue crepe, e proprio per questo diventa irresistibilmente umana.

  • Nell’episodio 3 vediamo Eugenia tentare il recupero di Marita e Mario, mentre il professor Vittorio – interpretato da Alessandro Tedeschi – conquista terreno grazie a un metodo empatico che ricorda le migliori intuizioni pedagogiche contemporanee.
  • Nell’episodio 4 la tensione aumenta: violenza, minacce, tradimenti e legami segreti agitano un microcosmo scolastico che assomiglia sempre di più a una polveriera sociale.

La Ranieri è magnetica: asciutta, determinata, mai retorica. Il suo personaggio porta addosso il peso della responsabilità, e lo fa con una fisicità e una cura interpretativa che confermano la sua maturità artistica. Si percepisce chiaramente perché Luca Zingaretti – produttore della serie – abbia pensato a lei fin dal primo momento.

La Preside e l’impatto culturale della serie

Gli appassionati di serialità italiana noteranno subito una continuità emotiva con opere come Mare Fuori (non a caso tra gli sceneggiatori c’è Cristiana Farina), ma “La Preside” non ne replica i codici. Qui il dramma scolastico si avvicina più alle serie civili di matrice europea, dove l’eroismo quotidiano rimpiazza l’azione e la tensione nasce dal contrasto tra ordine istituzionale e caos sociale.

Uno degli aspetti più nerd e interessanti è il modo in cui la serie costruisce il rapporto tra spazio urbano e psicologia dei personaggi. Miniero e la scenografa Giada Esposito giocano su un dualismo quasi cinematografico: Portici luminosa, San Giovanni a Teduccio cupo e frastagliato. È una scelta di linguaggio sottilissima, che non ha nulla di didascalico e racconta di più della protagonista di cento dialoghi.

Altro dettaglio da cult: il soprannome “’a pazza”, che la comunità affibbia alla preside. Una definizione che nella tradizione narrativa meridionale ha un valore quasi epico. Essere “pazzi” è essere fuori dagli schemi, scomodi, rivoluzionari. E infatti Eugenia Liguori non combatte solo per i ragazzi, ma contro un sistema intero che preferisce il silenzio all’impegno.

La scelta di non ambientare la serie a Caivano ma in una periferia simbolica – Napoli Est – è un altro tocco decisivo: evita la cronaca per abbracciare l’universalità. La storia non è “di Caivano”: è di ogni luogo dove un preside, un professore o un genitore combatte per tenere un ragazzo lontano dalla criminalità.

Un’ottima occasione per chi ama la fiction civile italiana.

Una serie che unisce cuore, denuncia e un impianto registico sofisticato.

Stasera, con gli episodi 3 e 4, “La Preside” raggiunge uno dei suoi picchi drammatici più intensi. È il momento perfetto per recuperarla o per innamorarsene, soprattutto se siete in cerca di una storia che non si limita a intrattenere ma lascia un segno profondo. Rai 1 propone una serata a suo modo coraggiosa, che merita davvero di essere seguita.

Quale personaggio de La Preside ti rappresenta di più?
Eugenia la pazza rivoluzionaria
Professor Vittorio metodo empatico
Studenti in cerca di riscatto
Il sistema che resiste
Chi osserva senza agire

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